Autorità parentale congiunta per genitori non sposati

Indicazioni per genitori non sposati

Dal 1. luglio 2014 è entrata in vigore la nuova legge sull’autorità parentale che influisce in particolar modo sulla vita dei genitori non sposati e che non viene più persa con la separazione o il divorzio. Nell’articolo qui sotto trovate alcune risposte alle domande più frequenti. Per informazioni più ampie rimandiamo ai seguenti link:

www.ch.ch/it/autorita-parentale-genitori-non-coniugati

www.divorzio.ch

Applicazione dell’autorità parentale congiunta come regola
(in questo testo il termine APMA in Ticino si riferisce alle ARP, Autorità regionali di protezione)

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Quali sono i diritti e i doveri con l’autorità parentale congiunta?

I genitori devono esercitare i propri diritti e doveri per il bene del proprio figlio minorenne. Nel caso di autorità parentale congiunta i due genitori hanno in linea di principio gli stessi diritti/doveri. Le decisioni importanti devono essere prese congiuntamente dai due genitori anche con il coinvolgimento del figlio a secondo dell’età. Si parte dal presupposto che esistano una capacità così come una volontà di cooperazione. Il genitore che si occupa del figlio può prendere decisioni autonomamente, se il problema è quotidiano o urgente oppure se l’altro genitore non risulta reperibile mettendo in atto una ragionevole serie di ricerche. Quotidiana viene considerata una situazione relativa alla cura o all’assistenza del bambino in un ambito stretto, per esempio la sua partecipazione ad una gita scolastica della durata di un giorno, la terapia da adottare nel caso di una normale influenza, la decisione dell’orario in cui andare a letto ecc.

Al contrario le questioni che riguardano ad esempio il domicilio (dove risiede abitualmente il bambino), la scelta del tipo di scuola, scelte mediche basilari, la gestione dei beni del bambino ecc. sono di natura non quotidiana e devono essere affrontate insieme. Ambedue i genitori devono essere in grado di trovare congiuntamente soluzioni per il bene del loro figlio.

Che cosa sono gli accrediti per compiti educativi o assistenziali?

Per il conteggio della pensione di vecchiaia (AVS), i crediti per compiti educativi tengono in considerazione la perdita di reddito che subisce un genitore in certi casi a seguito dell’assunzione della cura dei figli. I genitori che non sono sposati e che possono certificare con una dichiarazione congiunta di avere assunto l’autorità parentale congiunta, possono pattuire chi dei due può conteggiare i crediti educativi oppure possono decidere di dividerli. Se non trovano un accordo, passati i tre mesi di ufficio, subentra l’ARP che regola la questione del conteggio dei crediti educativi. Una divisione a metà viene determinata se ambedue i genitori offrono delle prestazioni di cura più o meno uguali. I genitori sono tenuti a rispettare questi accordi e in caso di provvedimenti ad esibirli.

Che cosa succede se come genitori non riusciamo a trovare un accordo?

Non coincide con l’obiettivo della nuova legge sull’autorità parentale congiunta che l’ARP debba essere a disposizione come mediatrice rispettivamente come arbitro di ogni decisione che riguarda i genitori che hanno in comune l’autorità parentale. Questo anche perché ogni genitore è obbligato a trovare tempestivamente un accordo per il bene del proprio figlio. È quindi consigliabile rivolgersi in prima istanza ad un centro di consulenza e di cercare di trovare con il suo aiuto delle soluzioni comuni.

L’ARP può essere chiamata a pronunciarsi nel caso di disaccordi che mettono in grave pericolo il benessere del bambino (come ad esempio decisioni urgenti che genitori con l’autorità parentale congiunta devono prendere in-sieme). L’ARP può ammonire i genitori, dare loro direttive, prendere al posto dei genitori una decisione che viene considerata come la misura più adatta al caso oppure decidere adottando misure diverse per tutelare il minore.

L’autorità parentale congiunta ha ripercussioni sul cognome del bambino?

Quando i genitori consegnano all’Ufficio di stato civile, insieme al riconoscimento della paternità, la dichiarazione sull’autorità parentale congiunta, possono decidere contemporaneamente anche sul cognome del bambino: possono scegliere tra il cognome da nubile della madre oppure quello del padre.

Se invece i genitori consegnano all’ARP la dichiarazione sull’autorità parentale congiunta più tardi, hanno ancora un anno a partire da questo momento per dichiarare all’Ufficio di stato civile un eventuale cambiamento. Tale dichiarazione è valida per tutti i bambini in comune.

Come coppia?

Se i genitori, che non sono uniti in matrimonio, si separano, ciò non determina alcun cambiamento relativamente all’autorità parentale congiunta esercitata finora. In caso di domicilio separato dei genitori, è tuttavia sensato e consigliabile avere una regolamentazione degli alimenti per il bambino e un accordo sulla divisione dell’affido. Il contributo di mantenimento dovrebbe essere adeguato ai bisogni del bambino (cibo, vestiario, assicurazioni, alloggio, cura, formazione scolastica e professionale, tempo libero ecc.), al suo standard di vita e alle capacità economiche dei genitori. La regolamentazione degli alimenti per i bambini è valida dopo l’approvazione dell’ARP o a seguito della sentenza di un tribunale.  I genitori possono anche rivolgersi a dei centri di consulenza per l’elaborazione degli accordi sugli alimenti.

Come padre o madre posso cambiare con mio figlio il nostro domicilio come meglio credo?

Un genitore deve informare l’altro genitore se intende cambiare il proprio domicilio. In caso di autorità parentale congiunta, è necessario avere il consenso dell’altro genitore se il nuovo luogo di residenza del bambino si trova all’estero. In caso di trasloco in Svizzera, è necessario ottenere il consenso dell’altro genitore nel caso in cui il cambiamento di domicilio abbia conseguenze rilevanti sull’esercizio dell’autorità parentale e sulle relazioni personali fra genitore e bambino.

I genitori che devono esercitare insieme la loro autorità in linea di principio sono tenuti, a seconda dell’età del minore, a trovare una soluzione di comune accordo. Devono cercare di trovare insieme degli accordi per il bene del bambino e assumere le proprie responsabilità. In caso di mancato accordo si può chiamare l’ARP. Quest’ultima regolerà la questione del trasferimento del domicilio così come difenderà da qui in avanti gli interessi del bambino  aprendo un procedimento a pagamento.

Che cosa succede se un genitore muore?

Se uno dei due genitori, che esercitano l’autorità parentale congiunta, muore, l’autorità parentale verrà assegnata al genitore rimasto in vita.

Come possiamo richiedere l’autorità parentale congiunta?

Mediante una dichiarazione congiunta

I genitori non sposati possono dichiarare che desiderano esercitare insieme l’autorità parentale. È possibile consegnare la dichiarazione quando il padre effettua il riconoscimento del figlio davanti all’Ufficio di stato civile oppure più tardi davanti all’Autorità regionale di protezione (ARP) nel luogo di domicilio del figlio.
In questa dichiarazione scritta i genitori devono confermare che sono pronti ad assumere la responsabilità del proprio figlio e che si sono messi d’accordo sulla custodia, sui diritti di visita o sulle percentuali di affidamento così come sugli alimenti del bambino. La dichiarazione sull’autorità parentale congiunta deve sempre venire consegnata congiuntamente da ambedue i genitori.

Senza una dichiarazione congiunta

Se uno dei due genitori non è pronto a richiedere l’autorità parentale congiunta, l’altro genitore può far capo all’Autorità regionale di protezione (ARP) del luogo di domicilio del figlio che decide sull’autorità parentale. Nel frattempo l’autorità parentale rimane assegnata solo alla madre. Questo significa che la madre può rappresentare tutti gli interessi del figlio, è tenuta però ad informare il padre sugli avvenimenti importanti e ad ascoltarlo prima di prendere decisioni importanti che lo riguardano.

Il padre deve prendere parte alle cure del bambino al meno attraverso un contributo di mantenimento per la sua cura ed educazione.

Il legislatore ha introdotto l’autorità parentale congiunta come regola; questo significa che l’autorità parentale congiunta può essere sospesa solo in casi eccezionali e motivati (solo se il benessere del bambino viene messo in serio pericolo dal provvedimento dell’autorità parentale congiunta). Questo significa che come motivazione per la revoca non bastano un semplice litigio o un certo grado di disaccordo fra i genitori. L’ARP decide di assegnare l’autorità parentale ad ambedue i genitori tenendo in considerazione il bene del minore e la situazione generale.

Incertezze! 27 agosto 2015 il Tribunale Federale si pronuncia per la prima volta sull’argomento. pplicazione delle nuove disposizioni entrate in vigore il 1. luglio 2014 e lo fa revocando l’autorità parentale ad un padre.

 

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