Monoparentalità e lavoro

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Alcuni dati statistici

Secondo il rapporto pubblicato dall’Ufficio federale di statistica (OFS) nel 2008 il 5,4% dei nuclei familiari in Svizzera sono monoparentali per un totale di 179’512 nuclei e questa percentuale è in continuo aumento. È stato accertato che la situazione finanziaria delle famiglie monoparentali composte in media da 2,6 persone è problematica: esse vivono pressoché con gli stessi mezzi finanziari delle famiglie composte da una persona sola.

Un quarto di questi nuclei monoparentali vive al di sotto della soglia di povertà e l’11% delle famiglie monoparentali sono working poor: secondo i criteri dell’Ufficio federale di statistica calcolati nel 2006, i lavoratori considerati poveri sono persone appartenenti alla fascia d’età compresa tra i 20-59 anni che, pur svolgendo un’attività lucrativa a tempo pieno, vivono al di sotto della soglia della povertà. In Svizzera, la soglia statistica della povertà è calcolata su un reddito di 2’200 franchi mensili per le persone che vivono da sole e di 3’800 franchi per le famiglie monoparentali con due figli, mentre per le coppie con due figli essa si situa a 4’650 franchi. Le famiglie monoparentali e le famiglie numerose con tre o più figli sono dunque le più toccate, mentre soltanto l’1,5% delle persone sole fa parte della categoria dei working poor.

Come conciliare lavoro e famiglia

Considerando questi dati e nel quadro attuale sempre più esigente e selettivo del mercato del lavoro, per il genitore solo è molto importante riprendere l’attività lavorativa per ottimizzare le entrate della propria famiglia, ma risulta difficile orientarsi. Il mondo del lavoro impone infatti sempre maggiori qualifiche e capacità di adattamento, perciò per la famiglia monoparentale, già sottoposta ad un’elevata dose di “stress domestico”, conciliare lavoro e famiglia può trasformarsi in un’ardua impresa.

Il collocamento dei bambini piccoli è oneroso e difficile a causa della mancanza endemica di posti negli asili nido e il lavoro non sempre è conciliabile con gli impegni e con gli orari scolastici dei figli. Inoltre i costi di riconversione professionale e di formazione continua sono spesso molto elevati e non sono compatibili con la situazione finanziaria di molte famiglie monogenitoriali con figli a carico. Talvolta chi ha la fortuna di avere già un impiego deve rinegoziare gli orari di lavoro sia con le aziende sia nell’ambito della cerchia familiare per organizzare la gestione dei figli durante la giornata.

La sfida del futuro è dunque quella di costruire da un lato un nuovo patto sociale fra lavoratore e azienda e dall’altro quello di rendere il genitore-lavoratore consapevole delle proprie responsabilità, dei propri diritti e doveri sia all’interno della famiglia sia negli ambiti di attività professionale. Inoltre, per riuscire a soddisfare i bisogni del mondo lavorativo odierno, è essenziale che ci si attivi con lo scopo di creare una nuova fiducia e un nuovo spirito di collaborazione e di solidarietà fra i generi.

Qui sotto vi proponiamo un elenco dei siti e delle associazioni operanti sul territorio sensibili a queste tematiche e capaci di offrire informazioni e dare sostegno non solo ai genitori soli che intendono fare un bilancio personale, valutare nuove opportunità di impiego o sviluppare le proprie potenzialità lavorative riqualificandosi professionalmente, ma anche a tutti quei gruppi, associazioni, aziende ecc. che desiderano lavorare sul tema della conciliabilità tra lavoro e famiglia.

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