25 anni di storia

In Svizzera negli anni Ottanta erano circa 124.000 le famiglie con un genitore solo. Una cifra non da poco. Nel 2008 il numero dei nuclei monoparentali era salito a 180.000 unità, nel solo Canton Ticino, nel 2000 (dati USTAT), erano quasi 8.000. Una situazione, quindi, la monoparentalità, che toccava e tocca tuttora molte famiglie, che nasce non solo da una separazione o da un divorzio; ad essere genitori soli si ritrovano vedove, vedovi, ragazze-madri ed ex conviventi. Le cifre si abbinano ad altrettante storie personali, a volte anche molto dolorose, di cui, purtroppo, poco si parla. Ed è proprio per rompere la solitudine e l’indifferenza che nel giugno del 1984 fu fondata la Federazione svizzera delle famiglie monoparentali.

Che un’associazione di questo genere fosse attesa e desiderata lo dimostrano il rapido aumento del numero degli associati e il moltiplicarsi di gruppi regionali distribuiti in tutta la Svizzera. In tale contesto nasce anche in Ticino, su iniziativa di un gruppo di madri, Rosmarie Müller Colombo, Eva Amstutz (che per molti anni è rimasta alla presidenza dell’Associazione), Maria de Corrado, l’ATFMR, con la prima denominazione di Associazione ticinese delle famiglie con un genitore solo (ATGS), con sede a Bellinzona. Questa prima definizione, sintomatica della situazione reale vissuta dai nuclei monoparentali, è cambiata poi, nel 1988, in Associazione ticinese famiglie monoparentali (ATFM). Anche in Ticino quindi alcune mamme sole con figli piccoli a carico sentono la necessità di formare un’associazione che permetta loro di incontrarsi, di trovare persone con i loro stessi problemi, di farsi conoscere e di uscire allo scoperto per non sentirsi un’eccezione. Infatti, anche ammettendo l’inesistenza di qualsiasi pregiudizio sociale nei confronti delle persone sole con figli, restano comunque i mille problemi che queste ultime si trovano ad affrontare per vivere, lavorare e educare i propri bambini: dal collocamento dei figli, all’isolamento che spesso segue un divorzio, allo sbarcare il lunario. Secondo queste donne solo conoscendo la realtà delle famiglie monoparentali può nascere una solidarietà in grado di travalicare le mura domestiche e coinvolgere tutta la gente e, soprattutto, le istituzioni.

Nei primi tre anni della sua esistenza l’ATFM ha potuto far fronte ai suoi impegni finanziari unicamente grazie ad un versamento della Caritas da 5.000 CHF più le quote sociali. Nel maggio del 1991 l’associazione inoltra al Dipartimento delle opere sociali una richiesta di sussidio per l’assunzione di una persona a tempo parziale che potesse evadere tutte le richieste che giungevano, nonché sussidiare una parte delle manifestazioni organizzate almeno per quei soci in gravi difficolta economiche. Infatti, nonostante l’associazione contasse solo una sessantina di associati, molte di più erano le persone che le si rivolgevano per avere informazioni di ogni genere connesse con lo stato di famiglia monoparentale. Il Consiglio di Stato «rilevata l’importanza delle iniziative promosse dall’associazione a favore delle famiglie monoparentali» concede allora a titolo di prova tale contributo mettendolo a carico del Fondo lotteria internazionale. L’ATFM nasce con uno spirito di auto-aiuto: partendo dal passaparola e approfittando dell’esperienza di chi si è già scontrato con la realtà della famiglia monoparentale, vuole arrivare a coordinare le varie informazioni per fornire ai propri membri una documentazione a largo spettro su quello che esiste, su quello che si può ottenere e dove, cercando di creare sinergie anche con altre associazioni ed enti. L’associazione in questi anni, grazie a tale collaborazione e all’aiuto cantonale, si radica sempre più nel tessuto sociale ticinese: contribuisce allo studio voluto dallo Stato sulle famiglie monoparentali in Ticino; partecipa attivamente al Comitato di sostegno all’iniziativa sulla defiscalizzazione delle rette scolastiche delle scuole pubbliche non statali; appoggia, anche attraverso i media, la legge sugli assegni familiari; chiede che venga istituita una Commissione consultiva presso il CdS formata da rappresentanti di vari enti e associazioni che si occupano di problemi familiari, e dunque anche rappresentanti dell’ATFM (anche se non in questa formula, venne però rinnovata la Commissione di vigilanza per la maternità, l’infanzia, la fanciullezza di cui faceva parte anche l’allora segretaria dell’associazione Tiziana Schnyder); appoggia dinanzi all’autorità politica le mozioni di Simoneschi-Cortesi (allora socia dell’ATFMR) per una politica familiare coerente e dinamica, e di Agustoni per una nuova legge che consideri nella loro globalità i problemi della famiglia; partecipa attivamente a partire dal 1992 all’iniziativa Tandem-Spicchi di vacanza, di cui dal 1° gennaio 2011 coordina il segretariato. Di fronte a tale dinamismo dell’associazione, che inizia a dare seguito anche alle richieste non solo dei propri soci, ma anche di enti e associazioni che chiedono informazioni e aiuto, nel 1993 l’Ufficio d’attività sociali esamina la possibilità di un riconoscimento dell’operato dell’ATFM ai sensi della Legge del 15 gennaio 1963 per la protezione della maternità. Proprio grazie alla modifica di tale legge il sussidio di cui l’associazione aveva inizialmente beneficiato a titolo di prova diviene ufficiale e regolare, permettendo così di poter organizzare un vero e proprio segretariato a metà tempo. Il fatto di poter disporre di un segretariato e di una presenza fissa e costante ha costituito una grande svolta a favore delle famiglie monoparentali. Dal medesimo anno, inoltre, fa ufficialmente parte della Federazione svizzera famiglie monoparentali con cui collabora e scambia utili informazioni.  Da allora l’associazione fa parte del comitato e rappresenta l’ufficio FSFM nella Svizzera italiana. Infatti dei temi di politica federale l’ATFMR se ne occupa tramite l’associazione mantello delle famiglie monoparentali (congedo maternità, defiscalizzazione degli alimenti, nuova legge sulle strutture di accadimento, autorità parentale congiunta un bambino/un assegno, attualità: assicurare ad ogni bambino degli alimenti minimi della stessa entità di quella degli orfani).

Nel 1994, all’interno dell’Anno internazionale della famiglia proclamato dall’ONU, l’ATFM si è impegnata, insieme con altre associazioni, per la buona riuscita di questa lodevole iniziativa presentando in collaborazione con queste ultime “La Carta degli intenti per una politica familiare”. Con lo slogan “FAMIGLIE ANCHE NOI” organizza attività toccando i temi più disparati e rivolgendosi a tutte le famiglie, non solo quelle monoparentali. Tra le altre cose nel medesimo anno presenta al CdS una risoluzione, “Progetto per la cura dei bambini malati”, volta a proporre, anziché la soppressione dei reparti di pediatria in vari ospedali, la loro riconversione in ospedali di giorno, in modo tale che i genitori soli che lavorano e che non sanno a chi lasciare i propri figli malati possano godere di tali strutture. L’associazione sostiene inoltre il congedo maternità o paternità, l’iniziativa per un’equa rappresentanza delle donne nelle autorità federali e quella contraria all’aumento dell’età AVS delle donne.

L’anno successivo l’associazione prende il nome che conosciamo ancora oggi di Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite.  Partecipa agli incontri con le associazioni femminili promossi dalla commissione consultiva del CdS per la condizione femminile, che si è occupata in particolare della legge sulla parità tra i sessi; ha sostenuto per migliorare la qualità di vita nella scuola la petizione per la riduzione degli effettivi e il sussidiamento di tutti i docenti; si è interessata anche della legge cantonale giovani attraverso altri gruppi dei quali fa parte.

Un altro fronte dove l’associazione si è energicamente impegnata è stato quello dell’Assicurazione maternità. Nel 1999 si è costituito su iniziativa del Forum delle donne ticinesi il Comitato ticinese a sostegno dell’assicurazione maternità. L’ATFMR ha collaborato attivamente assumendone il segretariato.

A partire dal 2000 il CdS, tenuto conto del rapporto “Politica familiare in Ticino”, decide di promuovere una politica globale della famiglia mediante un aggiornamento delle singole leggi settoriali. La precedenza viene data alla revisione globale per la protezione della maternità (LMI). A tale scopo ha istituito un gruppo di lavoro di cui è entrata a far parte anche la segretaria dell’associazione, Anita Fry, succeduta nel 1997 a Tiziana Schnyder. Tale gruppo di lavoro ha presentato nel 2002 la nuova proposta di legge (Lfam) e il relativo Messaggio. Negli anni successivi ha dato sostegno in diverse forme ai genitori colpiti dalla soppressione dell’anticipo degli alimenti dopo i 5 anni. Nel 2007 è succeduta ad Anita Fry alla guida del segretariato Sandra Killer.

Sempre nel 2007 inizia la collaborazione con l’Associazione genitori non affidatari tramite un ciclo di conferenze intitolate “Dal conflitto al consenso. Essere genitori quando l’amore finisce” col contributo dei 2 consultori familiari presenti in Ticino (Centro coppia e famiglia e Comunità familiare). Tale ciclo di incontri è stato un primo passo nella direzione di offrire ai genitori, e a tutte le persone interessate, un momento di riflessione e di scambio con i mediatori dei Consultori familiari che operano in Ticino. Si è voluta offrire l’opportunità di trovare nuove modalità di cooperazione e collaborazione per il benessere fisico e psichico sia dei bambini sia dei genitori grazie alla consulenza di specialisti. È stato il contributo di due associazioni (ATFMR-AGNA) all’elaborazione di una nuova cultura dell’essere genitore quando l’amore finisce.

La collaborazione con l’AGNA diviene più assidua a partire dalla fine dal 2010, in seguito alla riedizione del libretto Rimaniamo genitori.

Nel 2010, infatti, è stato pubblicato e distribuito l’opuscolo Rimaniamo genitori. Con questo libretto l’Associazione si propone, con il supporto di professionisti che operano con minorenni e genitori in Ticino, di dare un contributo a quelle coppie che vivono la separazione mettendo in primo piano le preoccupazioni, le speranze dei figli e suggerendo possibili soluzioni per affrontare le diverse fasi della separazione. Una delle ultime battaglie che sta combattendo proprio a fianco dell’AGNA è l’introduzione di un codice deontologico nell’ambito del diritto di famiglia per gli avvocati divorzisti, allo scopo di sensibilizzare questa categoria.

L’associazione dal 2008 al 2010 fa parte del Gruppo di lavoro per una nuova organizzazione delle Commissioni tutorie istituito dal Consiglio di Stato e chiamato ad approfondire in che modo affrontare il cambiamento di legge sulla protezione degli adulti e dei minori che entrerà in vigore nel 2013. «Il Gruppo di lavoro dopo intensa discussione e votazione ha chiaramente espresso il suo favore alla variante modello giudiziario. In sintesi è stato ritenuto che questo modello fornisce migliori garanzie di autorevolezza verso il cittadino, d’indipendenza, di separazione dei poteri, di capacità di rispondere ai bisogni in modo adeguato (potendo anche sfruttare le sinergie con le altre materie “familiari” già trattate dai pretori o che potrebbero essere, successivamente, coagulate interamente in un tribunale di famiglia). Il Gruppo di lavoro ha in secondo luogo comparato i tre modelli giudiziari ipotizzabili: tribunale di famiglia; tribunale di protezione; preture, optando per le preture. Il gruppo di lavoro propone a grandissima maggioranza la variante modello giudiziario Pretura, raccomandando la creazione di una commissione volta a redigere il progetto di legge d’attuazione, considerando in particolare le sinergie che verrebbero a crearsi accorpando alle preture tutto il diritto famigliare e di protezione, segnatamente estendendo al primo la logica di tribunale pluridisciplinare che il diritto federale prescrive per il secondo». L’ATFMR e l’AGNA si sono prodigate perché la scelta cadesse sul sistema identificato più idoneo a rispondere alle sfide presenti e future, ma che è stato ritenuto dal gruppo troppo dispendioso da introdurre, il tribunale di famiglia. A tutt’oggi si è ancora in attesa di una risposta da parte del CdS e nel frattempo i Verdi hanno esposto un’iniziativa parlamentare (08.11.2011) a favore del tribunale di famiglia.

Accanto a tutte queste attività più ufficiali, l’ATFMR in questi anni non cessa di adoperarsi per sostenere e accompagnare i genitori soli con figli a carico, offrendo ascolto, informazioni relative a questioni giuridiche, sociali e finanziarie. Organizza momenti d’incontro e socializzazione, laboratori, corsi e gite. Vengono organizzate serate informative, conferenze. Nel corso dell’anno vengono programmate delle uscite di svago anche in collaborazione con altre associazioni. Dal 2003 con l’appoggio della Federazione svizzera delle famiglie monoparentali, parte la serie dei corsi-vacanze, a costo contenuto, per offrire ai genitori soli strumenti nuovi per far fronte a situazioni nuove. Il genitore solo, infatti, cercando e volendo far quadrare tutte le esigenze della famiglia, nella sua continua ricerca di soluzioni culturalmente innovative è ben felice di venir  supportato e sostenuto da qualcuno che capisce le sue esigenze ed eventuali problematiche. La felice scelta, operata sin dall’inizio, di coniugare l’offerta di una proposta formativa di qualità con un momento di comunione ricreativa con i propri figli e con altri adulti con esperienze simili fa sì che, da un lato, i bambini, con forte incidenza di figli unici, siano felici di giocare con coetanei senza dover rinunciare alla rassicurante presenza dei genitori, e anzi talvolta accade che gli scambi spontanei tra i bambini inneschino processi di accettazione (e quindi di guarigione) della propria condizione, mentre dall’altro che i genitori, spesso sotto pressione e nella migliore delle ipotesi equilibristi del tempo-famiglia risicato, per 3 giorni possano riflettere sulle relazioni familiari e le aspettative dei membri in un ambiente di protetto, trovare delle risposte spendibili nel quotidiano ed imparare una modalità per affrontare momenti futuri di dubbio. Ed infine, ma non da ultimo, osservare e condividere i momenti sociali dei figli dà un caloroso valore aggiunto.

Dal 2010 l’associazione ritiene di ampliare le sue offerte informative ad un pubblico più ampio di quello che può essere raggiunto dallo sportello telefonico, 2 mattine a settimana (già attivo a partire dal 1991 quando fu concesso il sussidio cantonale) con la creazione di questo sito Internet. Da pochi mesi, inoltre, l’associazione ha creato una propria pagina Facebook. Grazie alla versatilità e all’immediatezza di questa piattaforma l’ATFMR è finalmente in grado di tenere i soci e interessati aggiornati praticamente in tempo reale su eventi, approfondimenti e rimandi a contenuti pubblicati sul sito.

Stanno infine nascendo gruppi regionali a partire dal Mendrisiotto. Nel 2012 è desiderio dell’ATFMR attivare un gruppo nel Luganese ed eventualmente anche il primo gruppo nel Sopraceneri.

Si può tranquillamente affermare che l’ATFMR ha 25 anni ma non li dimostra. Infatti, a cinque lustri dalla sua fondazione l’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite pone nel suo lavoro, nella sua attività di aiuto e di supporto alle famiglie che hanno bisogno di un sostegno, lo stesso entusiasmo e la stessa passione di 25 anni fa.

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